Codice CIN per affitti brevi: cos'è, come si ottiene e dove va esposto
Chi affitta casa ai turisti deve avere il CIN, il Codice Identificativo Nazionale. È un codice unico per ogni appartamento, si chiede online al Ministero del Turismo e va scritto in ogni annuncio e fuori dal palazzo. Ecco come funziona, passo per passo.

- Il CIN è il codice che identifica ogni appartamento dato in affitto ai turisti, in tutta Italia.
- Si chiede online sulla BDSR del Ministero del Turismo, con SPID o CIE.
- Va esposto fuori dal palazzo e scritto in ogni annuncio, su qualsiasi portale.
- Servono rilevatori di gas e monossido di carbonio ed estintori in casa.
Che cos'è il CIN
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è stato introdotto dall'articolo 13-ter del decreto legge 145/2023, convertito dalla legge 191/2023. Lo assegna il Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR).
Serve a sapere quali case sono affittate ai turisti e da chi: ogni appartamento ha il suo codice, che lo accompagna su tutti i portali.
Chi deve averlo
Il CIN serve a tutte le unità abitative date in locazione per finalità turistiche, alle locazioni brevi (fino a 30 giorni) e alle strutture ricettive, alberghiere ed extralberghiere.
Vale per chi affitta da privato e per chi lo fa come impresa, anche per una sola stanza. L'obbligo è in vigore dal 2 novembre 2024.
Come si ottiene
Il CIN si chiede online sul portale BDSR del Ministero del Turismo, entrando con SPID o CIE.
Se la tua Regione ha già un suo codice (il CIR, codice identificativo regionale), il CIN si ottiene partendo da quello. Il CIN non sostituisce il codice regionale: dove la Regione lo prevede, vanno esposti tutti e due.
In Toscana, per esempio, il codice regionale si ottiene con la comunicazione al Comune tramite il portale regionale STAR.
Dove va esposto
Il codice deve essere visibile in due posti:
- Fuori dallo stabile, nel rispetto delle regole urbanistiche e paesaggistiche. A Firenze, per esempio, il regolamento comunale chiede una piccola targhetta con il CIN vicino ai campanelli.
- In ogni annuncio, su qualsiasi portale o sito venga pubblicato.
- I portali e gli intermediari devono riportarlo negli annunci che pubblicano.
I requisiti di sicurezza
Insieme al CIN la legge chiede che ogni appartamento, anche se affittato da privato, abbia:
- Rilevatori di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti. Ne è esonerata solo la casa senza impianto a gas, quando il rischio è escluso con certezza.
- Estintori portatili a norma, facili da raggiungere e ben visibili, vicino all'ingresso e nelle zone più a rischio: almeno uno per piano.
- Chi affitta in forma di impresa deve rispettare anche i requisiti degli impianti previsti dalle norme statali e regionali.
Domande frequenti
Il CIN serve anche se affitto una sola stanza?
Sì. Il CIN serve per ogni unità data in affitto ai turisti, anche una singola stanza, e anche se affitti da privato.
Il CIN sostituisce il codice regionale (CIR)?
No. Dove la Regione prevede un suo codice, vanno esposti sia il codice regionale sia il CIN.
Quanto costa chiedere il CIN?
La richiesta si fa online sul portale del Ministero del Turismo con SPID o CIE. Se ci affidi la casa, seguiamo noi tutta la pratica.
Il CIN va rinnovato?
Il CIN accompagna l'appartamento. Se cambiano i dati dell'attività (per esempio chi la gestisce o se smetti di affittare), vanno aggiornati con la Regione e il Comune. Se ci affidi la casa, ce ne occupiamo noi.
Fonti
- Normattiva: art. 13-ter del DL 145/2023 (codice CIN)
- Ministero del Turismo: Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR)
- Comune di Firenze: FAQ sulle locazioni turistiche brevi (maggio 2026)
- Comune di Firenze: Regolamento per le locazioni turistiche brevi
Questa guida è informativa e non sostituisce il parere del tuo commercialista o del tuo Comune. Le regole cambiano: la aggiorniamo quando cambiano.


